San Caprasio di Lérins
Abate, Eremita e Fondatore del Monachesimo Occidentale
Festività: 1 giugno | Patrono di Aulla
Le Origini e la Conversione
San Caprasio (in francese Caprais) visse tra la fine del IV secolo e l’inizio del V secolo, in un’epoca di profonde trasformazioni per il mondo romano e cristiano. Originario della Gallia, apparteneva probabilmente a una famiglia di ceto elevato, come molti dei primi monaci occidentali che scelsero di abbandonare privilegi e ricchezze per dedicarsi interamente alla vita contemplativa.
La sua conversione al cristianesimo avvenne in giovane età, in un periodo in cui il monachesimo orientale esercitava un fascino irresistibile sui cristiani più ferventi d’Occidente. I racconti dei Padri del Deserto egiziani, le loro straordinarie penitenze e la loro ricerca di Dio nella solitudine del deserto rappresentavano il modello ideale di vita spirituale per chi desiderava una comunione più profonda con il divino.
Il Viaggio in Oriente
L’esperienza che maggiormente caratterizzò il percorso spirituale di Caprasio fu il viaggio in Oriente, intrapreso insieme a due giovani aristocratici gallo-romani: Onorato e suo fratello Venanzio. I tre si imbarcarono dal porto di Marsiglia verso il 386, animati dal desiderio ardente di visitare i luoghi santi della Palestina, della Siria e dell’Egitto, e di conoscere direttamente le comunità monastiche orientali.
In questo pellegrinaggio, Caprasio assunse il ruolo di guida spirituale per i due giovani fratelli. La sua età più avanzata e la sua saggezza lo rendevano il maestro naturale della piccola compagnia. Il viaggio, tuttavia, si rivelò drammatico: nelle aspre terre d’Oriente, Venanzio si ammalò gravemente e morì, lasciando i compagni nel dolore. Anche Onorato contrasse una malattia che lo costrinse a interrompere il viaggio.
I due superstiti decisero allora di fare ritorno in Gallia. Non si trattò di una rinuncia, ma di una trasformazione del loro progetto spirituale: avrebbero portato in Occidente lo spirito e la disciplina che avevano iniziato a conoscere in Oriente.
La Fondazione di Lérins
Tornati in patria, Caprasio e Onorato si ritirarono inizialmente tra le montagne intorno a Fréjus, nel massiccio dell’Esterel, cercando la solitudine necessaria alla vita eremitica. Ben presto, però, la fama della loro santità attirò visitatori e discepoli, interrompendo la pace che cercavano.
Fu allora che, con l’incoraggiamento del vescovo Leonzio di Fréjus, decisero di trasferirsi sull’isola più piccola dell’arcipelago di Lérins, sulla costa provenzale di fronte a Cannes. L’isola era disabitata e secondo la tradizione infestata da serpenti velenosi, ma proprio questa sua desolazione la rendeva il luogo ideale per imitare l’austera vita dei Padri del Deserto.
Tra il 400 e il 410 (secondo alcune fonti nel 404), Caprasio e Onorato fondarono sull’isola una comunità monastica destinata a diventare uno dei centri spirituali più influenti dell’Occidente cristiano. Ben presto altri seguaci si unirono a loro, desiderosi di seguire gli stessi ideali di preghiera, penitenza e vita comunitaria.
La Regola Monastica
Per organizzare la crescente comunità, fu necessario ispirarsi alla regola di San Pacomio, che aveva fondato in Egitto la comunità di Tabennesi, dove numerose piccole case religiose erano sottoposte a una regola comune e a un unico superiore. Questa normativa, nota come la “Regola dei Quattro Padri”, fu probabilmente la prima del genere in Francia e precedette di oltre un secolo la celebre Regola di San Benedetto.
Caprasio come Padre Spirituale
Sebbene Caprasio non divenne mai formalmente superiore della comunità monastica di Lérins—forse perché troppo avanti negli anni o perché Onorato possedeva un maggior carisma amministrativo—egli è comunemente considerato il fondatore e primo abate spirituale dell’abbazia.
Il suo ruolo era quello di guida spirituale, di maestro dei novizi e di consigliere. Sant’Ilario di Arles, che fu monaco a Lérins prima di diventare vescovo, scrisse una splendida “laudatio” dopo la morte di Caprasio, nella quale lo descrive come il vero padre spirituale della comunità, colui che con il suo esempio e i suoi insegnamenti plasmò l’identità monastica di Lérins.
La sua saggezza e la sua esperienza erano il fondamento su cui si reggeva l’intera comunità. Mentre Onorato si occupava dell’organizzazione materiale e amministrativa del monastero, Caprasio era il custode della vita spirituale, colui che guidava i monaci nella preghiera, nella meditazione e nel discernimento.
Caprasio morì probabilmente intorno al 430, lo stesso anno in cui morì anche sant’Onorato. La sua morte segnò la fine di un’epoca fondativa per Lérins, ma il suo spirito e il suo insegnamento continuarono a vivere nella comunità che aveva contribuito a creare.
L’Eredità di Lérins
L’influenza dell’abbazia di Lérins sulla Chiesa occidentale fu straordinaria. Nel V e VI secolo, il monastero divenne un vero e proprio vivaio di vescovi, santi e dottori della Chiesa. Giovanni Cassiano parlò di Lérins come di un “ingens fratrum coenobium”, un’immensa comunità di confratelli.
Dalla scuola monastica di Lérins uscirono figure di primissimo piano: sant’Onorato divenne vescovo di Arles; sant’Ilario di Arles, suo successore; san Cesario di Arles; sant’Eucherio di Lione; san Lupo di Troyes; san Vincenzo di Lérins, autore del celebre “Commonitorium”; san Patrizio, che prima di evangelizzare l’Irlanda studiò a Lérins; e molti altri.
L’influenza di Lérins si estese attraverso la Gallia e raggiunse la Chiesa celtica in Irlanda e Britannia, proprio grazie all’esempio della sua prima guida spirituale, San Caprasio. Anche secoli dopo, nel VII secolo, san Benedetto Biscop, monaco inglese formatosi a Lérins, fondò a Jarrow il monastero dove visse Beda il Venerabile.
Il Monachesimo Insulare
Lérins fu il centro di un fenomeno straordinario: il monachesimo insulare, da “île-sainte” a “île-sainte”. La comunità estese rapidamente la propria influenza lungo l’arco costiero provenzale e ligure, fino a raggiungere il Golfo della Spezia, la Lunigiana e la Corsica. Monasteri lerinesi furono fondati sull’isola della Gallinaria (San Martino di Tours), a Bergeggi (Sant’Eugenio), e sull’isola del Tino (San Venerio).
San Caprasio e Aulla
La storia di San Caprasio si intreccia profondamente con quella di Aulla, cittadina della Lunigiana in Toscana. Le vicende che portarono le reliquie del santo dall’isola di Lérins ad Aulla sono avvolte dalla leggenda e dalla tradizione, ma poggiano anche su solide basi storiche.
L’arrivo delle Reliquie
Nel 732, quando le incursioni saracene minacciavano le coste provenzali, l’abate Procopio di Lérins ebbe una visione che gli predisse un’imminente attacco all’isola. Per mettere in salvo le preziose reliquie custodite nel monastero, i monaci decisero di nasconderle o di trasferirle in luoghi più sicuri.
Le spoglie di San Caprasio, secondo la tradizione, furono portate via mare e via terra fino a raggiungere la Val di Magra, in Lunigiana. Nel 884, il marchese Adalberto I di Toscana fondò ad Aulla una chiesa e un monastero benedettino alla confluenza tra il fiume Magra e il torrente Aulella, in una posizione strategica lungo le antiche vie di comunicazione che dall’Europa settentrionale conducevano a Roma.
Il figlio di Adalberto I, Adalberto II, sposò Berta di Provenza, e fu probabilmente grazie a questo legame con la Provenza che le reliquie di San Caprasio giunsero nell’abbazia di famiglia. Dal 1050, la chiesa risulta dedicata a San Caprasio, caso unico in Toscana.
La Scoperta Archeologica
Gli scavi archeologici condotti negli ultimi decenni all’interno dell’abbazia di San Caprasio ad Aulla hanno confermato in modo straordinario la tradizione popolare della presenza della tomba del santo. È stata infatti rinvenuta una monumentale tomba, sigillata tra il 1000 e il 1050, contenente un reliquiario in stucco con le reliquie del santo.
Tutta l’area presbiteriale è stata scavata ed è oggi visitabile: oltre alla tomba monumentale di San Caprasio, sono visibili i resti di chiese precedenti del VII, VIII e IX secolo, testimonianza della continuità di questo luogo sacro attraverso i secoli.
Nel 2004, esattamente 1600 anni dopo la fondazione di Lérins, il vescovo Eugenio Binini, valutati i risultati delle indagini scientifiche e la secolare tradizione del culto locale, riconosceva ufficialmente l’autenticità delle reliquie e nominava san Caprasio patrono del tratto diocesano della Via Francigena.
Il Culto e la Festa
Ancora oggi, San Caprasio è venerato ad Aulla come patrono della città. La festa principale si celebra il 1° giugno, data in cui il santo è commemorato anche nel Martirologio Romano. Il 31 maggio, in orario vespertino, si svolge una processione con le reliquie del santo per le strade del centro storico. Il giorno successivo, festivo per tutto il comune, si susseguono le celebrazioni eucaristiche e viene allestita una fiera-mercato.
L’abbazia di San Caprasio è oggi un importante centro culturale e spirituale, sede del Museo di San Caprasio, dove sono esposti reperti archeologici di epoca romana, altomedievale e medievale, oltre alla ricostruzione delle figure del pellegrino, del monaco e dell’abate. L’abbazia si trova lungo il percorso della Via Francigena, e lo stesso arcivescovo Sigerico di Canterbury vi sostò tra il 990 e il 994 durante il suo pellegrinaggio a Roma.
Per saperne di più
Museo e Abbazia di San Caprasio
Piazza Abbazia, Aulla (MS)
Tel: +39 0187 420148
Email: museo@sancaprasio.it
Sito: www.museodisancaprasio.it
Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00
Ingresso libero
