inperpetuam - Museo di San Caprasio

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Dieci artisti per San Caprasio, l'abbazia ritrovata di Aulla

Lunigiana - Un’abbazia ritrovata grazie a una martellata fortuita, che ha fatto scoprire la chiesa antica e confermato le leggende orali della sepoltura di un santo. Dieci artisti contemporanei che fanno dello scavare, archiviare, contaminare, raccogliere, ricontestualizzare il loro linguaggio espressivo e concettuale.

Al Museo di San Caprasio di Aulla l’archeologia diventa ispirazione, tecnica, metodo, riflessione per l’arte contemporanea. Venerdì 26 luglio alle 18:30 si accendono le luci sulla mostra collettiva IN PERPETUUM. Espongono Cristina Balsotti, Girolamo Ciulla, Stefano Lanzardo, Emi Ligabue, Alessio Manfredi, Maria Riva Christiansen, Danilo Sergiampietri, Cordelia von den Steinen, Fulvio Wetzl, Serena Zanardi.

Spiega Riccardo Boggi, direttore del Museo di San Caprasio: “Per il Museo questa è la terza esperienza di dialogo tra passato e futuro, dopo la personale di Ricciardi e la collettiva Coqui, Mismas e Ricciardi. Abbiamo chiamato Alessio Manfredi, scultore aullese noto e non troppo celebrato in loco, che con l’apporto organizzativo di Melania Sebastiani e la critica di Beatrice Audrito ci ha permesso di arrivare a un livello qualitativo che qui non avevamo ancora raggiunto. Gli artisti non hanno bisogno di presentazioni”.

C’è chi nasce come restauratore, chi nasce come regista di fiction, chi nasce a due passi da San Caprasio e a San Caprasio ritorna, dopo aver esposto in tutto il mondo. “Tutti gli artisti sono stati stuzzicati da questo presidio, che è unico – prosegue Boggi –, di cui dobbiamo andare fieri. Ci sono anche opere create appositamente per l’occasione”.

Coglie l’assist Achille Fiorentini, consigliere del Comune di Aulla con delega al Museo di San Caprasio: “L’amministrazione appoggia questa iniziativa confermandone l’importanza che riveste per il territorio. San Caprasio non smette di stupire. C’è una comunanza di intenti nel voler far conoscere, valorizzare, raggiungere pubblici diversi, che raggruppa attorno a San Caprasio la diocesi, le associazioni Fili di Juta e Lunigiana Viva, i volontari del Museo che lo mantengono vivo, e anche la biblioteca Salucci, che ha allestito un angolo dove sarà possibile approfondire la storia dell’abbazia aullese e quella dell’arte contemporanea, con la consultazione di cataloghi degli artisti. Mi auguro che questo prezioso polo museale possa continuare a essere un esempio per altri luoghi pubblici e privati che l’amministrazione ha intenzione di recuperare”.

La eco tra antico e moderno si snoda lungo tutto il perimetro museale. Non c’è differenza: i capitelli medievali giacciono sullo stesso piano delle terrecotte del Duemila; i sassi della torre bizantina reggono porte moderne; il grano del tabernacolo della prima chiesa riprende le spighe dell’installazione moderna; le erbe bibliche coltivate nel chiostro fronteggiano i coperchi del gas; le foto diventano ceramiche; i marmi barocchi richiamano il marmo su cui disegnare ritratti in polvere di ferro, volti fermi agli anni Quaranta,...

E mentre gli artisti dialogano con le pietre di San Caprasio, un nuovo reperto è partito per un viaggio in laboratorio, appena tirato fuori dalla terra, per una nuova datazione.

Sì, San Caprasio non smette di stupire.

E, per fortuna, c’è ancora chi ha voglia di ascoltare ciò che raccontano i sassi.

E magari, narrarlo sulla tela.


Vernissage: venerdì 26 luglio ore 18:30
Finissage: domenica 22 settembre
Museo Archeologico di San Caprasio
piazza Abbazia, 54011 Aulla (MS)
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